
(2026)
Nell'opera teatrale "Il dramma di Alexis" il protagonista, per soffocare il vuoto che sente dentro, si butta tra le braccia di White Lady che lo inebria e gli fa dimenticare per un istante tutti suoi problemi e lo porta un universo parallelo dove tutto è più leggero.
La metafora è evidente.
Il dramma di chi si getta nella droga, per provare qualcosa di eccitante e colmare il silenzio assordante della propria vita.
L’illusione di esistere.
Una tragedia dedicata a un vecchio amico che sognava la vita, una casa sulle colline toscane e una famiglia. Riusciva a sognare soltanto quando si interfacciava con quella bianca signora che diventava sempre più ingerente e ingorda dei suoi vagheggiamenti, e lo ha portato via con sè per sempre.
Se la Bianca Signora non c’era si manifestavano le parti più crude e ruvide dell’animo umano. Bugie, ricatti, violenza.
Nella tragedia quindi muoiono tutti e ne esce una Bianca Signora apparentemente vincitrice.
Dall’eroina non se ne esce così facilmente. La droga non solo uccide chi la prende, ma uccide anche le relazioni umane e gli affetti. Le morti simboleggiano un allontanamento. La morte interiore di chi vede morire lentamente una persona cara.
Tu sei impotente ad osservare.
“Il dramma di Alexis” è un affresco crudo e toccante della percezione ingannevole della vita stessa.
In questa discesa nell’abisso, “Il Dramma di Alexis” si rivela un’opera di straordinaria attualità, un avvertimento per la nostra epoca.
La scelta del protagonista di imboccare la via più facile, di schivare il sacrificio e la fatica per un successo immediato, riflette una tendenza preoccupante nel contesto contemporaneo.
Questo approccio alla vita purtroppo permea diversi strati della società, dove la ricerca della gratificazione istantanea e il disimpegno dalla lotta per gli obiettivi autentici rischiano di condurre all’annientamento interiore e alla perdita di significato.
L’opera, così, si erge a voce tagliente contro la fatale seduzione delle scorciatoie.
Un dramma che vede infatti protagoniste le debolezze umane, la vanità e gelosia.
La solitudine e l’insicurezza, la ricerca affannata di essere amati.
Di contare qualcosa per qualcuno.
E di sentirsi anche per un solo istanti amati.
Opera di Silversnake Michelle
Illustrazione di copertina "Vampiro (Love and pain)" - Edvard Munch - 1895, olio su tela
Pubblicato da Il Convivio Editore
Con grande affetto a A.C.